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IL PULCINO DUDUGGI (e la sua strana famiglia)

Grandi esecutori per piccoli ascoltatori

Un CD di Susy Bellucci, prodotto e realizzato da Giulio Clementi, con la partecipazione di Stefano Bollani, Massimiliano Calderai, Paolo Casu, Pino Clementi, Flavio Cucchi, Luigi Fiumicelli, Alessandro Giandonato, Lorenzo Lapiccirella, Carmen Martinez, Raffaello Pareti
Produzione artistica, rielaborazioni e arrangiamenti di Giulio Clementi

 

IL PULCINO DUDUGGI (e la sua strana famiglia) nasce come seguito ideale de “Le figurine di Gallo Cristallo”, nel senso che intende proseguirne l’itinerario fantastico, popolato di personaggi e condotto all’insegna della musica. Con il chiaro scopo di divertire, stimolare, facilitare l’apprendimento, veicolare contenuti “educativi” sotto forma di giocose metafore, educare l’orecchio all’ascolto della musica e delle sue molteplici forme. All’insegna della leggerezza, con l’aiuto di valenti musicisti, e dell’impareggiabile Giulio Clementi, ancora una volta nelle vesti di arrangiatore e produttore artistico.

Il CD è reperibile nei negozi elencati nel sito, oppure si può richiedere presso info@susybellucci.com

Arrangiamenti e produzione artistica di Giulio Clementi
Registrazione, missaggio, editing audio: L’ORTOSCONCLUSO
Recording Studio - 2006
Consulenza hardware e software: Marco Caputo, MODUS MULTIMEDIA
Ufficio stampa e promozione: Momy Manetti per MOVINGMUSIC - press@movingmusic.it

1. Il pulcino Duduggi   … e la sua strana famiglia (S. Bellucci) 2’55”

Il pulcino Duduggi sembra quasi nascere come “figlio” naturale di Gallo Cristallo, e in qualche modo certo lo è, anche se si tratta in verità dell’invenzione spontanea di un piccolo bimbo, dilatata a tormentone, sul filo di un nonsense di per sé molto sensato. Si tratta infatti di un pulcino e della sua famiglia, in cui convivono felicemente realtà diverse, al punto che, si potrebbe dire, non si parla neanche la stessa lingua. Una famiglia composita e “pluralista”, insolita (un cane che fa “miao” invece di “bau”!) eppure armonica, in cui ognuno si dedica alle proprie attività con reciproco rispetto.

2. Cara caramella (S. Bellucci - G. Clementi) 2’12”

Un menù bizzarro e improbabile per accontentare, incuriosendoli, i gusti dei bambini più difficili. Un finale che, riprendendo una piccola filastrocca conosciuta da tutti, coglie l’occasione per introdurre un coro di stampo rossiniano.

3. L'ippopotamo, La zanzara (T. Scialoia - S. Bellucci - G. Clementi) 51”


4. Il grillo e la formica (Trad.) 3’18”

Una delle più famose filastrocche della tradizione toscana, qui accompagnata da un trascinante duo di chitarre. Una vera scampagnata, scandita dai “larinciufferalillalera” intonati dal coro dei bambini

5. Il puma (T. Scialoia - S. Bellucci - G. Clementi) 41”


6. La giraffa Pasqualina (L. Mannucci - A. V. Savona) 3’11”

Nel lontano Paese delle Giraffe, la bella giraffa Pasqualina conduce una vita da vera signora un po’ snob: fa il bagno al mattino, l’aperitivo all’ora di pranzo, il tè con le amiche nel pomeriggio. Una vera rarità, firmata da due grandi personaggi dello spettacolo italiano, Virgilio Savona e Lucia Mannucci, richiesta espressamente dagli organizzatori del Premio Tenco.

7. Nel giardino più bello (S. Bellucci - G. Clementi) 3’14”

Una delicata melodia invita a considerare la bellezze racchiuse in un giardino: i fiori, profumati e colorati; il prato, con la sua erba e la vita in essa racchiusa; l’orto, con la frutta e la verdura, i suoi grandi doni. Al suono di una dolce chitarra classica.

8. Il pipistrello, L'anguilla (T. Scialoia - S. Bellucci - G. Clementi) 1’18”

9. Pippirippi rag (S. Bellucci - G. Clementi) 2’30”

(canzone ragtime per imparare l’inglese)
Chi non ha sperimentato nella vita quanto la musica faciliti l’apprendimento delle lingue straniere? Ed ecco allora i primi rudimenti della lingua inglese, le prime frasi fondamentali, inserite in una canzone che si ispira a un genere musicale molto in voga negli Stati Uniti ai primi del secolo scorso, il ragtime.

10. Ci vuole un fiore* (G. Rodari - L. E. Bacalov - S. Endrigo) 4’08”

Un omaggio ai grandi Sergio Endrigo e Gianni Rodari. La riproposta di un brano celeberrimo, qui in versione lieve e un po’ sognante, con immancabile coro di piccoli cantori. E un’introduzione di chitarra classica scritta da Giulio Clementi per il “Maestro” Flavio Cucchi.

11. La canzone di chi non piange più (S. Bellucci - S. Bollani) 4’13”

Molti non lo sanno, ma il pianto dei bimbi è spesso dovuto alla puntura della terribile “Mosca Cipollina”. Nel panorama di forme musicali utilizzate fino ad ora, giusto mancava qualcosa di brasiliano. E allora perché non una leggera e saltellante Bossa Nova, che invita a far colare via le lacrime volgendo in alto lo sguardo, magari per ridere un po’ del babbo e della mamma? Al pianoforte, e alla voce, nientemeno che il “grande” Stefano Bollani.

12. Il gufo, L'oca (T. Scialoia - S. Bellucci - G. Clementi) 55”

13. Nel mare (S. Bellucci - G. Clementi) 3’52”

Prima di partire per le vacanze, ci avete mai pensato a cosa c’è nel mare? Acqua, sale, sì, ma non solo. Un brano per riflettere “estivamente” sulle ricchezze del mare.

14. Il cane (T. Scialoia  S. Bellucci - G. Clementi) 55”

15. Il giorno finisce qui (S. Bellucci - G. Clementi) 1’35”

Alla fine della giornata, e del CD, una dolce ninnananna, e una piccola riflessione: per un bambino il mondo è una scoperta continua, ogni giornata un’avventura, ogni cosa una rivelazione. La realtà più scontata per un adulto, brilla negli occhi di un bimbo

16. Il merlo (T. Scialoia - S. Bellucci - G. Clementi) 1’13”
* (Ed. BMG Ricordi SpA/Noah’s Ark)

9 FILASTROCCHE DI TOTI SCIALOJA
L’ippopotamo
La zanzara
Il puma
Il pipistrello
L’anguilla
Il gufo
L’oca
Il cane
Il merlo

I giochi linguistici di Toti Scialoja, (grande pittore, grande poeta, e… grande zio), aventi per tema gli animali più bizzarri, hanno ispirato 9 piccoli “cammei” che compaiono fra una canzone e l’altra.
9 esercizi di fantasia, di lingua, di musica.

Una piccola curiosità: il brano “Il merlo”, che chiude l'album, è stato costruito sulle note indicate dallo stesso Toti Scialoja nel suo ingegnoso uso delle sillabe che formano i nomi delle note, e delle parole di senso compiuto che con esse si possono formare.
Ne è risultata una melodia particolare, godibile e rarefatta, che ben accompagna uno “spericolato” e raffinato gioco di parole.